Roma,17 marzo 2012                                                                                                 Filippo Tarantino

Canone e curricolo:letteratura nazionale e letterature europee

1-Motivazione della partecipazione al convegno.

            Rappresento un  gruppo di persone e di istituzioni scolastiche ed accademiche che  da oltre dieci anni hanno avviato un’esperienza formalizzata in tre progetti centralizzati europei finanziati direttamente dalla Commissione Europea:EWHUM (European Humanism in the world,di durata      triennale 2003-2006),  FELJEU1,2007 e FELJEU2 ,2008 (Festival Européen du livre et de la lecture jeunes). L’esperienza di cui  si parla è documentata in due volumi : FELJEU2 (   ed.Palomar,Bari ,2009) e EWHUM ( ed Favia,Bari 2011).La  lettura dei vari contributi conferma che vi è consapevolezza della funzione educativa della letteratura e del canone. Il nostro impegno continua nella collaborazione, con la  Ciid  e con l’Università La Sapienza, al progetto ELiCa (University and school for a European Literary Canon) . 

1.1  Più che di progetti si è trattato di  un modo nuovo di fare scuola,integrato da quattro visite di studio ex Arion in ciascuna delle quali 15 capi d’istituto e responsabili di processi formativi di vari paesi europei hanno messo a fuoco i temi più urgenti della scuola ,sulla base di dati  ( se non si dispone di dati si possono esprimere soltanto opinioni di nessun peso specifico ) e alla luce di rapporti internazionali,quali Education at a glance, e delle indagini  OCSE PISA, TIMSS (  Trends in International Mathematics and Science Study ), PIRLS (Progress in International Reading Literacy Study).

Nel contesto di tali   collaborazioni con numerosi partners e membri associati ci siamo occupati del canone letterario e abbiamo incontrato Roberto Antonelli e, successivamente, Franco Baratta.

2 EWHUM è stato un viaggio  alla ricerca delle radici culturali forti dell’Europa.Uniti dall’euro e  da altri fattori, i giovani europei dovrebbero cercare  valori comuni , luogo di riconoscimento e nel contempo ideali per cui abbia senso impegnarsi. In quest’ottica abbiamo fatto un lavoro di costruzione politica, all’interno della categoria di cittadinanza europea. Abbiamo inteso formare per il  futuro  i cittadini europei, incontrando le scuole, facendo lavorare insieme studenti e  docenti di varie nazionalità su temi comuni. Abbiamo cercato una fondazione storico-culturale della nostra proposta educativa, arretrando fino agli archetipi.     

3.Con FELJEU 1 e 2  ci siamo proposti di individuare un canone letterario europeo, intervistando on line circa 4000 tra studenti e docenti e verificandone successivamente la pregnanza e vitalità in due grandi eventi –   La Rochelle ,Marzo 2007   e  Altamura ,Maggio 2008 – cui hanno partecipato centinaia di studenti e professori .

 Non abbiamo posto domande alle autorità ministeriali, né ai responsabili di marketing, ma abbiamo costruito una significativa catena spirituale che ha abbracciato l’Europa e si è estesa fino alla Russia: questo ci legittima a parlare, anche in dissenso con noti esperti, consulenti e lobbisti.

E’ stato un lavoro connotato da:

  • Impegno politico
  • Partecipazione democratica ( costruzione dal basso)
  • Tensione culturale

      All’inizio del nostro percorso abbiamo fatto braimstorming per  capire cosa cercassimo di preciso attraverso la individuazione di un  canone .E quando insieme agli studenti  abbiamo messo a punto il questionario da somministrare  nei licei d’Europa si è progressivamente chiarito che volevamo conoscere quali sono i libri che leggono l’anima dell’Europa,quali testi sarebbe utile conoscere per sentirsi europei.

     Sapevamo di fare un’operazione esposta al rischio della banalità, senza “potere”, fragile e non garantita da scientificità. Tuttavia abbiamo ritenuto che intervistare alunni e professori per sapere cosa leggono e fanno leggere nei loro licei è un modo per essere cittadini attivi….

     I dati sono disponibili sui siti specifici di EWHUM e di FELJEU e gli esperti sanno derivarne appropriate riflessioni.

    Qui dirò solo che in un sobrio testo di letteratura in uso in un liceo di Mosca (che ha partecipato in modo intenso benché informale ai nostri progetti: un liceo collegato con la facoltà di ingegneria ferroviaria dell’Università e che a questa principalmente orienta i suoi alunni)  figurano Dante,Petrarca,Boccaccio, Machiavelli,Galilei, accanto a Dostoyevskj e Tolstoj: si evince di qui l’importanza attribuita alla letteratura per la ricostruzione della coscienza umana e civica dopo la dittatura.

         4.Prendere atto di alcune situazioni di fatto

4.1 Letteratura:per chi? nazionale,europea,mondiale

Sarebbe ingenuo non tener conto del boom degli stranieri in Europa e in Italia.

 Alcuni dati :  

  • vi è una crescita esponenziale dei giovani stranieri  in Italia e in Europa soprattutto negli ultimi 10 anni.
  • Oggi quasi 1 giovane su 10 tra i 15 e i 24 anni non è italiano. 
  • In meno di 10 anni quadruplica la quota di stranieri iscritti alle scuole secondarie superiori: attualmente sono oltre 130 mila in Italia.
  • Raddoppiano gli universitari, a quota 56 mila

4.2 Impossibilità di un canone imperativo

Nella scuola autonoma,venuti meno i programmi come espressione di imperio dello Stato, compete ai docenti la progettazione del curricolo.

 Quest’ultima affermazione non è esente da problematicità e  va validata alla luce dei fatti:  fuori della scuola e in alternativa a questa i giovani si costruiscono –  interagendo tra loro e con il web – un curricolo parallelo elettivo, personalizzato,non tarato sull’utile. I docenti dovranno esercitare con crescente competenza la funzione di comunicazione didattica, avvalendosi dei nuovi media e interagendo rispettosamente con i percorsi giovanili.

      Appare comunque irrinunciabile la funzione magistrale e di guida che università e scuola hanno il dovere di svolgere.

Fino agli anni ’50 i programmi di letteratura italiana si estendevano  agli autori  contemporanei e ai viventi;oggi questa attualità non appare esplicitamente. Tuttavia

  • i docenti sono formati per l’inclusione del nuovo contemporaneo, resa possibile dalle quote di autonomia e dall’apertura delle scuole ad innesti,intersezioni e  incursioni di istituzioni accademiche ed  editoriali portatrici di temi urgenti e attuali.
  • la scelta ministeriale dei temi per la prima prova degli esami di stato suggerisce l’adeguamento dei percorsi alle sensibilità culturali più attuali ed avvertite
  • Le Indicazioni nazionali  per i Licei (DPR 89/2010) confermano gli autori canonici della letteratura  in tutti i percorsi liceali

5.Il nostro impegno

Con  EWHUM e FELJEU ci siamo proposti di contribuire alla formazione di una coscienza europea attraverso percorsi storico-letterari validati scientificamente.

Ne è derivata una riflessione plurale, durata molti anni e maturata in vaste aree geopolitiche, che consente di delineare un canone letterario europeo   non    imperativo la cui  autorevolezza è data anche

  • dalla condivisione e interazione tra docenti e alunni
  • dall’urgenza di dare spessore storico-culturale alla attualità politica europea

 

       Abbiamo avuto  intensi talora difficili dialoghi con decine di  istituzioni europee, elaborazioni corali in convegni internazionali (Bruxelles,Bucarest,Parigi,Valencia,Roma,Napoli,Bari,Altamura, Angers, La Rochelle ) ed eventi culturali (Festival Internazionale del teatro classico scolastico di Altamura e Festival del cinema Premiers Plans di Angers) . Ne è uscita confermata la   convinzione che  l’umanesimo, sia storico che perenne, può essere un impianto valoriale  per l’Unione Europea.

          Mentre i capi di governo cercano intese per rafforzare i legami tra gli Stati dell’UE e firmano il “ fiscal compact”, noi ossigeniamo di umanesimo le regole della convivenza.

5.1  Processare l’umanesimo ?

  Riteniamo che  gli  intellettuali,  la scuola,  gli uomini politici debbano impegnarsi a  far riaffiorare, nella coscienza degli Europei,  la memoria di un passato (tenuto in oblio da interessati nazionalismi affermatisi negli ultimi tre secoli) nel quale i dotti parlavano e scrivevano i loro trattati in una stessa lingua – il latino, che coesisteva bene con le fiorenti lingue nazionali –, i giovani frequentavano liberamente le università di tutta l’Europa in rapporto ai loro interessi, gli artisti di varie professionalità – pittori, scultori, architetti, musicisti, letterati – firmavano opere in ogni parte d’Europa, filosofi e giuristi prestavano la loro consulenza ai sovrani senza barriere nazionalistiche: Descartes a Cristina di Svezia, Diderot a Caterina II di Russia. 

            C’è stato nella civiltà occidentale un magistero critico esercitato dai filosofi e dagli umanisti che ha variamente condizionato la vita politica dei Paesi europei. Gli uomini di Stato erano sovente loro stessi cultori delle Humanities  o ne seguivano i consigli, poiché i valori propugnati da questi intellettuali – Machiavelli, Hobbes, Bacone, Richelieu, Descartes, Pascal, Diderot, Beccaria  e tanti altri – erano valori universali, in grado cioè di indicare soluzioni ai problemi del presente. Tutti questi intellettuali    fondarono il loro pensiero e la loro azione su un dialogo con le grandi menti del passato, con gli esponenti di quel pensiero classico greco-romano che chiamiamo cultura umanistica.

  Nel Rinascimento,afferma Eugenio Garin, gli antichi ritrovati aprivano dal passato le vie del futuro. Galileo in Archimede o Keplero in Apollonio vedevano dei contemporanei che offrivano loro strumenti ancora validi per esplorare l’ignoto… Nel Rinascimento la scoperta di  un nuovo testo scientifico non aveva soltanto un valore storico,ma era di immediata utilità pratica, aggiungeva qualcosa alla conoscenza operativa degli scienziati e dei medici contemporanei… La caccia ai manoscritti medici era una forma di ricerca medica. Si realizzò nel Rinascimento una rivoluzione culturale che comportò il rinnovamento di lettere,arti,scienze: pittori scultori,architetti si incontrano da una parte con  gli scienziati e dall’altra con poeti e letterati. I confini tra discipline furono scomposti e reimpostati, i pittori innamorati di prospettiva si immergevano negli studi di matematica. Il recupero dei classici nel ‘400 e nel ‘500 non è mai operazione di pura erudizione, bensì una scelta politico-culturale:le domande urgenti che si pongono in un periodo di crisi impongono il ricorso agli antichi in cerca di una risposta. D’Alembert, nel discorso preliminare dell’Enciclopedia,dichiara  che sarebbe   ingiusto non riconoscere il debito verso l’Italia per il dono delle scienze che in seguito hanno fruttificato in tutta l’Europa…Questo va ricordato a  quanti  ritengono che  il futuro e l’Europa si costruiscono meglio con le  scienze o con la  finanza che non con la letteratura…

Tutti concordano sul ruolo della letteratura nel processo di unificazione europea e M.Kundera lamenta come irreparabile scacco intellettuale il fatto che l’Europa non sia  riuscita a pensare la sua letteratura come un’unità storica .La formazione culturale europea non deve essere priva del dovuto spessore storico,come  attesta la persistenza, nelle liste canoniche,di autori della classicità greco-latina quali Omero,Sofocle,Virgilio.

 5.2 Vigilanza e sospetto     

            Vi è oggi una tendenza acritica e sospetta ad accusare il liceo come scuola di poeti e sognatori e forse anche di fannulloni e basilischi.

In troppi – anche da ribalte molto visibili e accreditate  in circuiti culturalcommerciali- ritengono che per  rendere la scuola adeguata all’attualità socio-economica la si debba  non solo delicealizzare ma finanche liberare dalla cappa della cultura umanistica e dalla zavorra della storia della letteratura. Sono gli stessi lobbisti che inneggiano alla formazione professionale e tecnica pur non  disponendo di uno straccio di evidenza a sostegno delle loro opinioni.

Eppure appena qualche giorno fa il Rapporto Almalaurea ci ha ricordato che i sistemi di istruzione devono preparare per lavori che non sono stati ancora creati, per tecnologie che non sono state ancora inventate, per problemi che non sappiamo che nasceranno.

 Della validità del nostro impegno  è convinto anche il  MIUR che ci ha assegnato  il label europeo “l’Europa cambia la scuola2011”e ci ha chiesto di disseminare sul territorio la nostra esperienza.

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