La crisi morale contemporanea
Venerdì 16 dicembre 2011, ore 17,30
Salone della Banca Popolare di Puglia e Basilicata
GRAVINA

E se venissero dai filosofi le indicazioni giuste per i giorni della crisi? Chi l’ha detto che possono parlare soltanto gli economisti? Forse è il momento di abbattere gli idoli. Il metodo scientifico di Bacone comincia con la liberazione dagli idoli di varia natura; anche Nietzsche ritiene che il rinnovamento passi attraverso il crepuscolo degli idoli.
L’intellettuale non può ridursi ad interpretare le parole di gergo dei poteri, ma deve contribuire a dare la certezza e l’orgoglio della propria dignità .
Agli inizi del Novecento, di fronte ad una crisi gravissima che squassava la società, il filosofo Giuseppe Tarantino (Gravina, 1857-1950) seppe dire con chiarezza e coraggio alcune cose: I beni son fatti per gli uomini che lavorano, non per gli oziosi speculatori. Tarantino denunzia l’ingiustizia per cui chi produce la ricchezza ha appena di che sfamarsi e gli speculatori, che non lavorano, ingrassano. Gli speculatori sono coloro che gestiscono i titoli in borsa, nei quali vengono investiti i proventi delle proprietà rurali ed urbane.
La crisi morale contemporanea è l’argomento che sarà trattato Venerdì 16 dicembre in un convegno a Gravina per iniziativa dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici e Scientifici “G.Tarantino”, partendo da alcune opere del filosofo e dai carteggi di Tarantino con Gentile e altri. Ne parleranno alle 17,30 nella sede della Banca PPB il prof. de Ceglia dell’Università di Bari e il prof.Tarantino, presidente dell’IISFS.

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